Andrea Melis sulla riforma dei porti liguri

Intervistato a margine del consiglio regionale Andrea Melis espone i suoi dubbi riguardo alla proposta di riforma dei porti liguri e delle autorità portuali proposta dal PD e dalla sua responsabile per trasporti e infrastrutture Debora Serracchiani

“Il percorso sarebbe potuto essere molto più condiviso e avrebbe portato risultati migliori. L’approccio non va bene e le conseguenze potrebbero essere molto pericolose”

“La Serracchiani ha sbagliato, come ha sbagliato anche il Governo Renzi. Sarebbe stato più opportuno avviare un percorso condiviso con le varie autorità portuali ascoltandole tutte e valutando attentamente i traffici e i livelli di servizio e lo stato economico. Questa politica del Pd va addirittura in cortocircuito con sé stessa, perché la parte savonese è evidentemente contraria a questo approccio”

Nel dettaglio riguardo a Savona “Questo non è il modo giusto. E’ una pillola indorata che il porto di Savona è costretto ad ingoiare. Il percorso sarebbe potuto essere molto più condiviso e avrebbe portato risultati migliori. L’approccio non va bene e le conseguenze potrebbero essere molto pericolose”

“Se il ragionamento fosse stato più condiviso si sarebbe potuti arrivare a parlare di un ‘porto ligure’. Questo era l’obiettivo da portare avanti. Non si deve parlare di accorpamenti o fusioni, ma di governance comune e condivisa. Solo così possiamo andare all’estero e proporci con personalità. Così com’è, la riforma comporta solo un frammentare e uno spezzettare che Savona potrebbe pagare caro”.