MINI-SCOLMATORE, SALVATORE (M5S): “CANTIERE IMPATTANTE E NON A NORMA. E, SE DENUNCI, SCATTA LA GOGNA MEDIATICA”

Come al solito, il Partito Democratico non perde occasione per fare sterile propaganda. Nessuno, men che meno il MoVimento 5 Stelle, mette in discussione l’utilità del mini-scolmatore di cui si parla in queste ore (e non di scolmatore, come dicono e scrivono i disinformati rappresentanti del PD).

Il problema si pone nel momento in cui il Comune lascia che si realizzi una struttura di copertura del cantiere ad enorme impatto ambientale e paesaggistico come quella comparsa in corso Italia, senza minimamente preoccuparsi di informare i cittadini. E, per giunta, senza nessuna garanzia ufficiale che si tratti di un’opera provvisoria e, quindi, se sarà davvero smantellata a fine lavori.

Non bastasse questo, pare che:

1) L’opera non abbia, ad oggi, avuto alcuna autorizzazione da parte della Regione, cui spetta l’ultima parola sull’impatto paesaggistico.

2) Nel cartello di cantiere si legge che la parte superiore della copertura sarà concessa ai bagni Squash per bar e attività sportive, a compensazione del disagio arrecato. Peccato che un’opera accessoria come quella non si presti minimamente ad essere utilizzata come terrazza sul mare, tanto meno senza i necessari permessi: è la copertura di un cantiere. Non scherziamo.

Il nostro timore è che quest’opera così aspramente difesa dal Partito Democratico (dopo anni di immobilismo e regolari alluvioni), e realizzata nottetempo in modo superficiale, ce la ritroveremo in passeggiata a mare per chissà quanti anni, come troppe volte abbiamo visto accadere in Italia.

E chi si permette di denunciarlo con un esposto, com’è nel diritto e nel dovere di un cittadino che rileva un abuso o un danno sul proprio territorio, si ritrova messo alla gogna da una scandalosa campagna mediatica che punta l’accento su pregiudizi sociali ed economici che nulla hanno a che vedere col tema in oggetto. Il messaggio che passa è fin troppo chiaro e inquietante: tenete chiusa la bocca o altrimenti sarete attaccati!

Non una parola, invece, sui presunti illeciti nell’iter dei lavori, né sulle potenziali conseguenze sull’ultima passeggiata a mare in centro città. Forse il cantiere del mini-scolmatore è solo un tassello di un progetto più ampio di riconversione industriale (!) che va dalla Fiera a Boccadasse.

Dietro il Blue Print, questo specchietto per le allodole “donato” alla città da Renzo Piano (senza alcuna gara d’appalto, vogliamo percorsi partecipati e ragionati, vogliamo il rispetto della legalità) e colpo di coda elettorale per preparare il terreno al Doria bis, si nasconde il vero obiettivo del potere politico ed economico cittadino: la realizzazione di una grande area per le riparazioni navali. Un’attività che stando all’EPA (Environmental Protection Agency, agenzia mondiale per la protezione dell’ambiente) ha la stessa portata inquinante di un’industria pesante! E non siamo vicino, ma DENTRO il centro abitato.

Fermiamo subito questa folle pianificazione industriale che rischia di cambiare per sempre il volto della passeggiata a mare e del watefront, uno degli ultimi biglietti da visita turistici che Genova può ancora vantare.

Alice Salvatore, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria