SE GLI INCENERITORI BRUCIANO ANCHE LE CERTEZZE DI TOTI

Inceneritori: si, no, forse. A seconda di come si alza dal letto al mattino, Toti cambia idea sul ciclo di gestione dei rifiuti. Giusto il tempo di insediarsi in Regione, e il Pupino nel suo opuscoletto programmatico dichiarava con decisione di voler “chiudere definitivamente le discariche a cielo aperto”. E ancora: “Il ciclo di rifiuti deve essere chiuso in Liguria”. L’11 agosto, a scanso d’equivoci, Toti lo ribadiva anche alla stampa (“Mai più inceneritori in Liguria”), in polemica con l’articolo 35 dello “Sblocca Italia” che prevede proprio in Liguria la realizzazione di uno dei 12 nuovi inceneritori nazionali.

Improvviso rigurgito ambientalista? Non proprio. Toti più tardi ha chiarito meglio il concetto: si agli inceneritori come concetto, ma non in Liguria, dove costruirne di nuovi sarebbe anti-economico. Insomma, ben vengano gli inceneritori inquinanti e cancerogeni, purché fuori dal mio giardino di casa.

Solo che poi ieri, in Conferenza Stato-Regioni, è riuscito a smentire un’altra volta se stesso votando a favore del famigerato articolo 35 e, quindi, della realizzazione di un nuovo inceneritore in Liguria. Prima si oppone a parole e poi, al momento del voto, avalla le folli politiche ambientali dell’acerrimo amico Renzi. Persino la Regione Lombardia, alleata per tutte le stagioni, si è opposta a questo scempio. Ma evidentemente l’allievo Toti ha superato il maestro Maroni. O forse, più semplicemente, siamo in balia di un governatore inetto e pasticcione. Se questa è la coerenza politica e intellettuale di Toti & C., i cittadini liguri possono incominciare ad avere paura.

I primi a volerci vedere chiaro siamo noi. Per questo, come MoVimento 5 Stelle Liguria, abbiamo depositato ormai nel novembre scorso (!) – e ancora in attesa di discussione – una mozione per impegnare la Giunta a confermare in aula quello che, sin qui, ha espresso solo a chiacchiere. Ovvero: un no chiaro e deciso alla costruzione di nuovi inceneritori in Liguria. A giudicare da quanto è accaduto ieri, c’è da temere una nuova giravolta di quest’infinita Toteide.

Ma non basta. Con un’ulteriore mozione chiederemo alla Giunta non solo di impegnarsi a non realizzare nuovi inceneritori, ma anche a non riconvertire le centrali a carbone nei cosiddetti “termo-valorizzatori” evocati più volte dall’assessore all’Ambiente Giampedrone come panacea di tutti i mali e che, in realtà, altro non sono che cancro-valorizzatori.

MoVimento 5 Stelle Liguria