ATP, DE FERRARI : “NO A BUSITALIA! IL TRASPORTO PUBBLICO NON È IN VENDITA”

Si stringe sempre più la tenaglia della privatizzazione sul trasporto pubblico genovese. L’ultima notizia riguarda Autoguidovie lombarda – società alleata di Busitalia – che sta per entrare in Atp con il 48,46% delle quote. In questo modo Città Metropolitana, capitanata da un inconsapevole e immobile sindaco Doria, sta avviando il processo di privatizzazione dell’azienda.

Privatizzare non significa migliorare il servizio. Privatizzare significa soltanto non poter più tornare indietro. Significa avere un servizio basato sul profitto di pochi e perdere definitivamente la possibilità di avere un reale servizio pubblico per tutti: un servizio sociale che sia dalla parte dei cittadini e dei lavoratori.

Per conferme chiedete pure a Padova, dove il sindaco della Lega ha avviato una privatizzazione totale del trasporto pubblico, in nome del risparmio, con l’appoggio del Partito Democratico come “gesto di responsabilità verso i cittadini”.

La ricetta è chiara. Risparmiare tagliando su tutto: mezzi, personale, autisti, corse. Accolto dai partiti come “manna dal cielo” (ovvio, per loro), a un anno di distanza l’esperienza di BusItalia a Padova si è rivelata un vero shock.

Ecco come utenti e lavoratori dell’azienda padovana vivono quotidianamente quel “gesto di responsabilità”.

– Assenza di manutenzione, revisioni o collaudi. Bus e tram sono soggetti a guasti troppo frequenti (pneumatici lisci che scoppiano in corsa, lampade che si staccano e penzolano sui passeggeri, obliteratrici perennemente fuori servizio, guai elettronici dei tram e straordinari del servizio di traino);

– Dopo 14 mesi non si vedono ancora i mezzi nuovi promessi all’insediamento dell’azienda;

– Affidamento di linee di non interesse ad altri privati con nuove esternalizzazioni;

– Nessuna visita medica di idoneità agli autisti e cadenza quinquennale non rispettata;

– I lavoratori inidonei alla guida restano a casa a stipendio ridotto e senza indennità, senza avere l’opportunità di essere reimpiegati, per esempio come controllori. Paradossalmente l’azienda chiede agli autisti idonei di fare pure i controllori.

– Zero nuove assunzioni, ma richiesta di riconversione dei meccanici ad autisti. Quindi riduzione inevitabile di organico a bilancio con i pensionamenti.

È questo che Doria e i suoi vogliono per la Liguria? Sono queste le voci su cui la (vecchia) politica intende risparmiare? Noi, come MoVimento 5 Stelle, abbiamo un’idea di sviluppo alternativa che rispetti utenti, dipendenti e ambiente e garantisca un trasporto pubblico sociale che sia dalla parte dei cittadini e dei lavoratori.

Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria