ARTE, IL COLBACCO DI TOTI E LA (VECCHIA) POLITICA DELLE TRE CARTE

Toti infila il colbacco e vola in Russia per una “mission impossibile”: vendere gli immobili di proprietà di Arte Genova, oggetto della scellerata operazione di cartolarizzazione avviata a fine 2011 dalla precedente Giunta Burlando. E proprio
Burlando aveva già battuto la pista russa, con risultati peraltro disastrosi.
Evidentemente Toti non ha imparato la lezione e, in pieno stile Partito Unico, ritenta là dove i suoi predecessori hanno fallito, con l’obiettivo dichiarato di sgravare Arte dal peso degli immobili invenduti. Peccato che sia stata proprio la Regione, allora guidata
dal centrosinistra, a dirottare su Arte oltre 100 milioni di euro di buco del Comparto Sanità, in un’operazione di finanza creativa dai contorni oscuri su cui il Gruppo MoVimento 5 Stelle ha chiesto di far luce con una Commissione speciale d’inchiesta,
trovandosi di fronte un muro da maggioranza e (finta) opposizione del Pd.
Invece di far luce su contorni e responsabilità di un’operazione sciagurata finita nel
mirino anche della Corte dei Conti, Toti veste i panni dell’uomo solo al comando e punta a costituire un fondo immobiliare al quale conferire i beni, tramite un fantomatico advisor immobiliare. Ben venga ogni strategia per ripianare il debito, ma
non prima di aver fatto chiarezza su cosa è realmente successo in quei 4 anni, dal 2011 al 2015, chi sono i responsabili, quale ruolo ha avuto Carige Spa nell’operazione,
e, soprattutto, soggetti come Merril Lynch e Nomura International, società che alcuni enti pubblici hanno utilizzato in passato per salvare o aggiustare i propri bilanci.
Non abbiamo bisogno di un muscolare, quanto goffo, decisionismo, bensì di risposte
concrete e di trasparenza da parte del Consiglio Regionale, che ha il dovere in primis di tutelare l’interesse pubblico, senza ricorrere ad escamotage di breve respiro, come
la cartolarizzazione dimostra. Normalmente un fondo immobiliare pubblico prevede un
asset di circa 300-400 milioni di euro: circa quattro volte di più rispetto alla stima di 76 milioni fatta cinque anni fa sul valore degli immobili Arte. Un fondo immobiliare come quello evocato da Toti è realmente fattibile? Oppure, dietro le presunte
sofisticate operazioni finanziarie, non c’è altro che l’ennesimo gioco delle tre carte di una vecchia politica che finge di risolvere i problemi e, all’atto pratico, non fa altro che
rimandarli a data da destinarsi? E scaricarli sui cittadini.
Alice Salvatore, portavoce MoVimento 5 Stelle in Liguria