BIBLIOTECHE, DE FERRARI: “PATRIMONIO CULTURALE DA SALVAGUARDARE AD OGNI COSTO”

“Il 2015 sarà l’anno delle biblioteche e degli archivi, valorizzati non solo perché sono luogo di tutela della memoria ma perché sono luoghi vivi”.

Queste le parole proferite 13 mesi fa dal Ministro Franceschini. Dopo più di un anno, dati alla mano, quelle dichiarazioni hanno mantenuto l’unico senso attribuibile a tutte le frasi di stampo “renzusconiano”: puro slogan, ennesimo manifesto seguito, come sempre, dal vuoto assoluto di un buco nero istituzionale.

E così nel 2015 abbiamo assistito alla decaduta (invece del rilancio) delle biblioteche e degli archivi provinciali. Presidi e luoghi unici che offrono servizi di informazione libera, pubblica e gratuita ai cittadini.

Ecco, così, un altro effetto della devastante e scellerata Legge Delrio, quella della finta abolizione delle province che, accompagnata a braccetto dalla fedele e distruttiva Legge di Stabilità 2015, rende alquanto incerto e instabile non solo il futuro delle nostre biblioteche e dei relativi dipendenti ma anche del livello culturale della collettività.

Il ruolo di regia e programmazione sugli archivi e le biblioteche provinciali avrebbe dovuto essere trasferito alle regioni, le quali però, come in moltissimi altri casi, sono risultate inadempienti, palesando in realtà l’assenza di piani strategici, tanto di natura economica quanto di natura politica.

A questo proposito, abbiamo depositato un’interrogazione, che sarà discussa martedì, per capire come intende muoversi per salvaguardare questi fondamentali beni della collettività e preservare – o, meglio, aumentare – i posti di lavoro in questo settore. Il rischio, se la Regione non farà la sua parte, è di dissipare un bagaglio culturale inestimabile, soffocato dai tagli dei fondi, e dalla progressiva privatizzazione.

Ma la battaglia proseguirà anche in Commissione III Cultura. Lunedì formalizzeremo la richiesta di audizione per gli addetti ai lavori delle biblioteche, per avere un confronto aperto con chi tutti i giorni è a contatto con il depauperamento culturale ed economico del settore.

La legge 56/2014 sul riordino disordinato e caotico indica addirittura la Cultura tra le funzioni “non fondamentali”. In perfetta sintonia e continuità nazarenica della celeberrima e orripilante frase proferita da un ex ministro berlusconiano che “con la Cultura non si mangia”.

Noi, come MoVimento 5 Stelle, consapevoli invece del ruolo primario della Cultura per una società concretamente viva, ribadiamo con forza che con la Cultura si mangia eccome! E sulla Cultura è prioritario e necessario investire risorse perché si possa mantenere memoria del passato e si possa progettare con concretezza e consapevole senso di responsabilità il nostro futuro.

Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria