CINESI, OBOLI E CAPIBASTONE: LA DEMOCRAZIA SECONDO IL PD

“Siamo contenti perché PER ORA in queste primarie non ci sono state irregolarità e problemi particolari”.

Così parlava il consigliere regionale Pd Pippo Rossetti ancora ieri sera ad una tv locale. Già, PER ORA. Neanche il tempo di aprire bocca, che da Napoli è arrivata, puntuale come il segnale orario, la notizia di sospettati brogli, capibastone ai seggi, voto di scambio con oboli da 1 euro per votare la candidata renziana Valeria Valente.

Un copione che in Liguria abbiamo già visto alle ultime regionali del Pd e a Napoli nel 2011 aveva portato all’annullamento delle ultime primarie per presunte infiltrazioni della camorra.

Evidentemente Rossetti conosce meglio di chiunque altro l’idea di correttezza democratica che alberga nel suo partito e proprio non se la sentiva di metterci la mano sul fuoco circa la regolarità delle primarie Pd. A ragion veduta, a quanto pare: diamo a Pippo quel che è di Pippo!

Ancora una volta le primarie del Pd si confermano uno strumento permeabile, infiltrabile, condizionabile, sono aperte a tutti ma nel senso meno nobile del termine: dagli alfaniani e i postfascisti folgorati sulla via di Paita in Liguria, alle file di cinesi a Milano, tutti in coda per votare Mr. Expo Sala, sino ai neo-valentiani raccattati letteralmente per la strada da comitati improvvisati, in cambio di una monetina.

Una Babele elettorale che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, l’incapacità del Pd nel rispettare le regole e, quindi, i cittadini, in special modo i propri elettori.

Alice Salvatore, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria