LIMITE DUE MANDATI,: “SVELATA L’IPOCRISIA DEL PARTITO ‘DEROGATICO’”

Limite dei due mandati? Si, no, forse. D’altronde, quando si parla di Partito Democratico, vale sempre il “sacro” principio italico: fatta la legge, trovato l’inganno. Se poi la “legge” non è esattamente farina del proprio sacco, ma una scopiazzatura a fini propagandistici di una proposta lanciata dal MoVimento 5 Stelle quasi dieci anni fa, allora a maggior ragione il principio può essere derogato…

Quando, nel 2007, a Bologna, durante il primo V-Day, Beppe Grillo diceva: “Due mandati al massimo e poi a casa”, ci ridevano dietro, Pd in testa. Poi, come spesso è accaduto in questi anni, hanno copiato e incollato il programma del MoVimento 5 Stelle. Ma con una postilla a margine: un piccolo comma, in realtà pesante come un macigno. “L’assemblea del livello territoriale corrispondente – si legge all’articolo 43, comma 2, dello Statuto del Pd ligure – può concedere, a maggioranza assoluta dei componenti, una deroga per un eventuale terzo mandato”.

In queste ore, a Savona, stiamo avendo una rappresentazione plastica dell’ipocrisia “pidina”: da una parte Di Tullio pronto ad avvalersi della deroga per gli eventuali futuri assessori (“contano le preferenze”); dall’altra Battaglia che timidamente annuncia “nessuna deroga”, finendo per smentire lo statuto del suo stesso partito, pur di ammantarsi di un’improbabile aurea di rinnovamento.

Ecco il vero volto del “Partito Derogatico”, che scrive le regole a favore del ricambio della classe dirigente e poi le smentisce alla riga successiva. Evidentemente sono loro i primi a non fidarsi di se stessi. E prevenire, si sa, è meglio di curare. Anche a costo di rimetterci la faccia. Semmai ne fosse rimasta una…

MoVimento 5 Stelle Liguria