BIODIGESTORE ORERO, PISANI (M5S): “PRIVATI E SINDACATI A BRACCETTO. MA LA SOLUZIONE È IL COMPOST”

Se anche Cgil, Cisl e Uil sono favorevoli al biodigestore di Orero, abbiamo la certezza che si tratta di un’opera dannosa e inutile.

La gestione dei rifiuti (con i relativi incentivi statali) è un business che fa gola a tanti, in Italia come in Liguria. Non a caso la nostra regione detiene il costo pro-capite per la gestione dei rifiuti e l’incidenza di reati ambientali più alti d’Italia (dati 2014).

Incentivare l’energia prodotta dai rifiuti è una tendenza tutta italiana, mentre in quasi tutti i paesi civili si è andati oltre la combustione e la digestione anaerobica: pratiche che producono meno di quanto costano e consumano.

Solo una visione miope o interessi personali possono, dunque, giustificare la realizzazione di un’opera simile nell’entroterra di Levante. Il biodigestore non fa scomparire i rifiuti, ma li trasforma in qualcosa di molto peggio: un prodotto sbilanciato in termini chimici e – siamo al paradosso – inadatto per colture sostenibili, proprio in un territorio come il nostro in cui il settore agricolo necessita di compost e materia organica.

L’Ersaf stima che, con il recupero di materia anche da rifiuti biologici, si potrebbe fornire all’agricoltura concimi al 90% organici. Nel Levante genovese la produzione di compost farebbe risparmiare a tutti i cittadini fino al 30% in bolletta. È questa la rotta da seguire. È inaccettabile che una materia preziosa come il compost venga sostituito da un rifiuto speciale, il digestato.

Siamo di fronte a una gestione scellerata delle risorse pubbliche che oggi, come in un cerchio che si chiude, vede alcuni privati e i sindacalisti fianco a fianco. Per gli interessi di chi? Non certo dei cittadini.

Gabriele Pisani, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria