TEMPO INTEGRATO E MENSA SCOLASTICA, MELIS (M5S): “CAPRIOGLIO COME TOTI: PER LA SCUOLA PUBBLICA SI, FORSE. MA ANCHE NO”

Era inizio legislatura regionale quando fra i primissimi provvedimenti la giunta Toti stanziava 6 milioni di Euro per le scuole paritarie.

Scoprire a Savona, con la nuova Giunta di centro destra guidata da Toti, Vaccarezza e Caprioglio, alla vigilia dell’apertura dell’anno scolastico, che non c’è la volontà di sostenere gli istituti comprensivi scolastici per l’attivazione di progetti di tempo integrato scaricando l’intero costo è assurdo e inaccettabile, ancor più se

questo si manifesta a inizio settembre.

Ma ancora più grave è se contestualmente, come sembrerebbe ed il condizionale è d’obbligo, anche sul buono pasto vi sia un sensibile aumento. Aumento per chi ha scelto il tempo pieno, mentre per coloro che dovessero scegliere il tempo integrato avviato in autonomia dalle scuole, dove quasi sicuramente verrà chiesto un costo maggiore ai genitori per compensare l’assenza di contributi del Comune, potrebbe essere preteso l’intero costo del singolo buono pasto che, come servizio a domanda individuale, tipicamente vede un contributo dell’amministrazione comunale. In pratica potrebbero esserci aumenti da 4,4 euro di tariffa standard fino cifre non definibili perché si rimanda la trattativa del costo tra gli istituti comprensivi e l’azienda stessa che eroga i pasti, a Savona la CAMST con un contratto di appalto che si conclude nel 2017. Un salasso per i genitori cui sulle spalle vengono scaricate le inefficienze della precedente Giunta e la “non pervenuta” nuova Giunta.

La nuova amministrazione tace e nicchia, come se il problema potesse risolversi da solo. Parliamo di un servizio fondamentale per le famiglie savonesi e spesso la sua presenza o meno diventa il criterio decisivo per scegliere l’una o l’altra scuola.

Grave è la tempistica con la quale è stata (non) affrontata la questione. Su temi così delicati serve un ragionamento per il medio termine (non sull’anno in via di partenza) ed il coinvolgimento di tutti gli attori, se ci sono necessità di tagli e risparmi,

serve quantomeno un anno di preavviso per dare il tempo alle famiglie di potersi organizzare.

A pensar male, vista anche la recente sentenza nr. 1049/2016 del 21 giugno 2016 della Corte di Appello di Torino, ci potrebbe essere l’insana idea della nuova Giunta comunale di ridurre il servizio mensa nei prossimi capitolati di appalto per quelle attività che non rientrano nel cosiddetto “tempo scuola”, di cui il tempo pieno, escludendo quindi il tempo integrato: sarebbe un bel risparmio per l’amministrazione spostando in capo alla scuola il problema, si aprirebbe un pericoloso braccio di ferro tra enti: il Comune e la Scuola, che con la propria autonomia scolastica si vedrebbe costretta a erogare gli stessi servizi sobbarcandosi i costi magari ripartendoli sulle famiglie o eliminare il servizio stesso, diminuendo di fatto l’offerta formativa.In mezzo le famiglie. Il Sindaco chiarisca quanto prima che intenzioni ha per le nostre scuole pubbliche.

Andrea Melis, portavoce MoVimento 5 Stelle Liguria