Gronda, Salvatore e Traversi: nel 2012 per Rixi non era tra le priorità, oggi perché rinnega se stesso?

“Secondo quanto riportato dall’odierna edizione di ‘Repubblica Genova’, l’ex viceministro alle Infrastrutture Rixi, avrebbe dichiarato che l’alternativa alla parte di ponente della Gronda, e cioè il prolungamento della Strada a Mare fino a Multedo, distruggerebbe i quartieri di Pegli e Prà, che però sono oltre Multedo!”.

Così, la capogruppo regionale Alice Salvatore e il deputato M5S Roberto Traversi, membro della commissione Ambiente e Difesa, che continuano: “Infatti, il prolungamento della Guido Rossa, già previsto nel PUC di Genova, arriva solo fino a Multedo, senza fantomatiche strade a quattro corsie che passerebbero nel mezzo delle case distruggendo quei quartieri”.

Il progetto della Gronda, così com’è ora, non risolve affatto il grande problema della viabilità genovese. Il nostro ‘NO’ a quella parte del progetto attuale non è una questione ‘politica’ o di principio, bensì è un ‘NO’ tecnico. Di politico e di principio, invece, c’è solo quel ‘SÌ’ di Rixi & C., che potrebbe essere un danno per la nostra città e il nostro territorio. Un ‘SÌ’ che peraltro cozza platealmente con quanto lo stesso Rixi ebbe a dire nel non lontano 2012 (NB: da allora il traffico è ulteriormente calato negli anni): tra i pilastri della sua campagna elettorale quando si era candidato sindaco di Genova, infatti, disse che tra le priorità per la nostra città non figurava certo la Gronda di Ponente: ‘Credo – disse – che l’opzione vera sia quella di rifare il ponte Morandi e trasformare l’attuale sede autostradale in viabilità ordinaria’. Questo sarebbe stato ‘l’unico modo – a suo dire – per risolvere i problemi di viabilità dei quartieri delle alture che oggi intasano non solo l’autostrada ma tutta la viabilità a mare'”.

“Cos’è successo nel frattempo? Perché Rixi oggi fa queste dichiarazioni sul prolungamento della Strada a Mare, facendo ‘terrorismo mediatico’ e rinnegando quanto invece aveva auspicato egli stesso appena 7 anni fa?“, concludono Salvatore e Traversi.

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