Coronavirus, Melis e Tosi sui tamponi: in Liguria se ne fanno pochi, siamo fanalino di coda

“Un interessante analisi del Secolo XIX, già pubblicata lo scorso 11 marzo e riproposta ora con dati aggiornati al 14 aprile, mette in luce quanto abbiamo più volte segnalato: l’innegabile importanza dei tamponi per fare emergere i casi da Covid-19 e capire dunque la reale diffusione dell’epidemia nella nostra Regione. L’elaborazione del Secolo, su dati forniti dalla Protezione Civile, ci dice chiaramente che la Liguria è, in questa vitale mappatura, fanalino di coda nello scenario nazionale. Un quadro che stride con la necessità più volte segnalata come urgente di mappare l’andamento del contagio nella nostra Regione, soprattutto con i dati sempre più tragici e allarmanti che giungono ad esempio dalle RSA. Il Veneto, per fare un esempio, con un numero simile di decessi alla Liguria, ha condotto oltre nove volte il numero di test rispetto a noi (stando a quanto aveva pubblicato il Sole 24 Ore lo scorso 9 aprile). Prima dunque di discorrere di “fase 2” per la nostra regione, invitando ad accelerare le riaperture, e prima di firmare ordinanze che potrebbero andare in contrasto con il Dpcm, è vitale avere un quadro il più possibile esaustivo: vanno effettuati più tamponi. Va garantita la sicurezza di chi continua a recarsi sul posto di lavoro e di chi si appresta a riprendere la propria vita professionale”, dichiarano i consiglieri regionali Andrea Melis e Fabio Tosi, che poi aggiungono: “Fondamentale, in questa fase, mantenere un alto e corretto livello di coordinamento fra Regioni e Stato, soprattutto nel passaggio dalla “fase 1” alla “fase 2″, da cui dipende moltissimo l’auspicata ripresa sotto tutti i punti di vista”.

MoVimento 5 Stelle Liguria

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