Biodigestore di Saliceti, Ugolini: per il Decreto MiTE potrebbe essere pericoloso

BIODIGESTORE SALICETI, UGOLINI (M5S): “DECRETO MITE DEL 28 SETTEMBRE SCORSO METTE IN LUCE COME IL PROGETTO RECOS POTREBBE DI FATTO ESSERE PERICOLOSO PER IL TERRITORIO E L’AMBIENTE”

Genova, 21 ottobre 2021 – “È uscito in Gazzetta Ufficiale il Decreto MITE del 28 settembre 2021 che finanzia con ben 900 milioni di euro la realizzazione di impianti di rifiuti anche da raccolta differenziata. Attenzione, però: tra i parametri per poter accedere al finanziamento c’è pure quello secondo cui i progetti devono essere coerenti con gli strumenti di pianificazione del D.lgs. 152/2006”.

Lo dichiara il consigliere regionale del M5S Paolo Ugolini, intervenendo oggi in IV Commissione.

“Il decreto, che scopriamo essere del tutto sconosciuto agli uffici regionali, finanzia proprio gli impianti da raccolta differenziata, dunque anche i biodigestori. Afferma tuttavia che devono essere coerenti con i piani regionali e di ambito. Cioè: non solo devono essere previsti nei Piani (siti e progetti), ma devono avere seguito l’iter di valutazione adozione e approvazione degli stessi. Quindi questo decreto smonta uno dei principali argomenti che i fautori dei biodigestori usano per farli, e cioè che sono a libero mercato i rifiuti che vi finiscono. Di conseguenza i Piani non devono giustificare ex post i siti e i progetti, ma devono essere oggetto della corretta procedura di VAS e delle corrette analisi territoriali nella pianificazione provinciale come prevedono le apposite norme del D.lgs. 152/2006”.

“Questo decreto del MiTE– continua Ugolini – afferma poi un principio fondamentale: per avere gli investimenti pubblici, bisogna adeguare gli impianti ai Piani. Non si capisce perché questo non debba valere anche per gli incentivi al biometano. E poi, oltre al parametro del rispetto della pianificazione, prevede anche quello di non violare un principio fondamentale: ossia, non arrecare danno significativo all’ambiente secondo il regolamento 2020/852 che mira a favorire gli investimenti sostenibili, quindi ad esempio prevenire un danno alle acque”.

“Le criticità che invece conosciamo bene per il sito individuato sono almeno tre – conclude Ugolini -. Uno: insisterebbe su delle falde acquifere. Due: impatterebbe sull’habitat di specie autoctone rare (sia flora che fauna) che la comunità europea preserva. E tre: a livello geologico, gli studi preliminari fatti da Recos e Iren sono stati realizzati su delle carte vecchie nelle quali non sono state riportate quattro faglie in lento movimento. Adesso sarà interessante vedere come questo decreto sarà interpretato dai Giudici amministrativi nei vari contenziosi in atto in più regioni Italiane”.

MoVimento 5 Stelle Liguria

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